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giovedì 13 ottobre 2011

L'amore che resta

REGISTA: Gus Van Sant, regista americano che ha anche fatto "Will Hunting", "Elephant" e "Milk". E' un regista che principalmente vuole creare film di denuncia, specialmente della società americana. Solitamente i suoi film sono molto commoventi e pesanti.
ATTORE PROTAGONISTA: Henry Hopper, attore esordiente che non ha manco la pagina wikipedia (italiana). Faccia da tipico bravo ragazzo americano, è anche un buon attore.
GNOCCA DI TURNO: Mia Wasikowska (siano dannati i polacchi ed i loro cognomi impronunciabili), attrice australiana che, fisicamente, è abbastanza bruttina, decisamente più brutta dell'attrice che fa sua sorella nel film, però, una volta che il film ti coinvolge.......ti affezioni.....è brava a recitare......alla fine la trovi anche carina, per quanto possa ovviamente essere carina una ragazza con i capelli corti corti e senza un filo di tette che si veste come un uomo.
VOTO: 3 stelle su 5.

Un ragazzo perde i genitori in un incidente stradale causato da un ubriacone (questo fatto viene raccontato e non mostrato nel film, che racconta fatti accaduti molti anni dopo l'incidente). Lui rimane in coma e quando si sveglia si accorge, così, come se nulla fosse, che colloquia tranquillamente con il fantasma di un giapponese kamikaze morto nella seconda guerra globale. Il ragazzo è molto introverso ed il fantasma diventa il suo migliore amico e confidente dopo l'immenso trauma della perdita dei genitori. Ci gioca anche a battaglia navale, senza mai vincere però. Ma tutto questo non c'entra un cazzo con il film.
Ne è solo una minima ed inutile parte, infatti fino ad ora sembrerebbe più che altro una commedia, un film divertente e particolare, te piagerebbe eh! Ma miga stamo a vede Pieraccioni qui! Mica parlano tutti in toscano nel film!
Infatti la storia portante è quella d'amore tra il protagonista di cui sopra ed una ragazza (la "gnocca di turno"). Ovviamente il regista è Gus Van Sant, quindi inizia il magone (diciamo a film appena iniziato).
Quando i due si conoscono la ragazza scopre di esser malata di cancro al cervello inguaribile e che morirà dopo tre mesi. Che fare? Penso che tutti noi saremmo fuggiti a gambe levate da una situazione del genere, ma il nostro protagonista non è un ragazzo qualunque, infatti conversa con fantasmi di kamikaze giapponesi ed ha come hobby il partecipare alle cerimonie funebri di gente sconosciuta ed il tirare sassi ai treni (così....). Si sviluppa questa bella storia d'amore tra i due, una storia fuori dalle righe, colta, romantica, senza luoghi comuni e molto molto dolce e delicata, aho, ma che te credevi che le storie d'amore nei film so tutte come quelle dei film di Moccia!
Di per sè la trama è semplice e già vista, ma il regista è molto bravo e riesce a coinvolgerti ed a commuoverti incredibilmente con la dolcezza ed il tatto con cui affronta argomenti molto duri. Seppur la sofferenza sia tanta, la morte non è fonte di disperazione totale per la ragazza che la subisce, ma più per chi la circonda; lei affronta a testa alta la sua malattia e non è terrorizzata dall'idea di morire, ed una storia d'amore di tre mesi, vissuta intensamente, può darti veramente tanto.
Alla fine la tragedia è grande, ed è praticamente impossibile uscire dal cinema con una faccia diversa da questa:
FOTO RECENSIONE:

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